• Sarah

Quando l'attesa si fa attendere...

…e la culla rimane vuota: Tante coppie sono in attesa di una gravidanza, in balia di emozioni altalenanti che non derivano dagli ormoni alterati di una gravidanza, ma di una che non arriva. Questo periodo, il “tempo del desiderio di avere un bambino”, può durare da pochi mesi a tanti anni. E’ un periodo delicato, particolare, un periodo di preoccupazioni, di speranze, di lacrime, di nuove speranze e di nuove lacrime. Ma perché proprio noi? Ma perché non siamo in grado di concepire un figlio, cosa che ad altre coppie riesce così facilmente? Le notti insonne, le discussioni, le liti… Purtroppo ci viene messo chiaramente davanti agli occhi che la Vita non ci appartiene, che non siamo noi a decidere quando procreare e quando no. E’ difficile, persino inaccettabile, questo periodo pieno di frustrazioni ma anche vergogna. E silenzio. Perché ancora è un tabù parlare apertamente della propria (in-)fertilità. A volte non ci sono neanche motivi organici che “impediscono” allo spermatozoo di raggiungere l’ovulo fertile. A volte “non va e basta”.


E allora fa bene far uscire la rabbia, la delusione, la gelosia per le carrozzine piene di neonati che si vedono per strada con genitori felici, di pancioni, ma anche la vergogna di “non riuscirci”. Non c’è bisogno di vergognarsi, non è “colpa” di nessuno. Ma i commenti fanno male “allora quando decidete di mettere al mondo un figlio?” – “Ma come – ancora non arriva la cicogna?” – “Una botta e via…non sarà mica così difficile”. Ogni commento è una spada che trafigge il cuore.


Come doula vi sono nel cuore, davvero. In parte ho provato anch’io cosa vuole dire avere un desiderio di avere un figlio e non poter rimanere incinta. Di aspettare con ansia il risultato del test di gravidanza e vedere che la seconda striscetta non si fa vedere. Vi sono vicina, voglio darvi una mano. Anche solo preparandovi uno spazio protetto in cui potete aprirvi, dire e dirvi delle cose che finora sono rimaste nel vostro cuore e nella vostra intimità di coppia. Perché non sentirsi soli, sentirsi compresi, accolti e in buone mani è sempre una bella sensazione, in questo periodo di vita lo è ancora di più. Quindi: Apriti, parlane, condividi ciò che stai vivendo! Ho un orecchio e un cuore aperto per accoglierti. Ti aspetto, nella massima discrezione.



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